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IL SUO NOME E' RAMOS, SERGOL RAMOS

March 9, 2017

 

Elegante in difesa e devastante in area avversaria: Sergio Ramos, dopo la rete realizzata Martedì al San Paolo, sale a quota 82 in carriera, dei quali più della metà realizzati di testa. Numeri da attaccante vero, quasi da bomber. 

 

 

Nato a Camas, un paese in provincia di Siviglia, il 30 marzo 1986, muove i primi passi proprio tra le fila sevillistas insieme al suo grande amico oramai scomparso Antonio Puerta e a Jesús Navas; l’esordio al Sánchez Pizjuan avviene nella stagione 2003/04, giocando come terzino destro e talvolta centrale di difesa.

Per il goal, invece, deve attendere l’annata successiva, dove va a segno in due occasioni, entrambe su punizione diretta: una contro la Real Sociedad e l’altra proprio contro il Real Madrid

Proprio i blancos si interessano a lui e, nell’estate 2005, lo strappano dalla sua Andalucía per portarlo nella Gran Capital.

 

 

Lì, Sergio, indossa la numero 4 lasciata libera dal grande Fernando Hierro, e inizia a ricevere applausi dal Bernabéu partita dopo partita. Già dalla prima stagione con le merengues inizia a segnare con il suo ormai celebre cabezazo (colpo di testa, ndr), prima in Champions contro l’Olympiakos e, successivamente, a pochi km dalla sua amata Siviglia, alla Rosaleda di Málaga, in un match di Liga. 

Da lì in poi, è un continuo migliorarsi, un continuo crescere e diventare sempre più un caposaldo della difesa del Real che, intanto, allenatore dopo allenatore, decide di spostarlo sempre più al centro della difesa per garantire solidità a tutto il reparto arretrato. 

Intanto, la Roja inizia a convocarlo e non smette più; infatti Sergio disputa tutti i maggiori tornei a livello di nazionali dal mondiale tedesco del 2006, indossando sempre la maglia numero 15, in ricordo proprio di Antonio Puerta, visto che il giovane amico terzino l’aveva indossata proprio il giorno del debutto assoluto in nazionale.

Sotto la guida di Aragonés, Ramos conquista il primo Europeo della sua carriera nel 2008, ripetendosi 4 anni più tardi con Del Bosque ai danni della nostra povera Italia, ma, soprattutto, nel 2010 la gioia più grande per ogni calciatore: la Coppa del Mondo, vinta a Johannesburg grazie a un gol di Don Andrés Iniesta

 

 

Però il vero apice della sua carriera lo raggiunge il 24 maggio 2014 a Lisbona, più precisamente al minuto 93, sul risultato di 1-0 per gli eterni rivali dell’Atlético: calcio d’angolo, pennellata di Modrić e cabezazo di SR4. Risultato? Supplementari, 4-1 e Décima Real, la coppa tanto sognata che arriva grazie a un gol di Sergio, dopo che nella semifinale di ritorno a Monaco contro il Bayern aveva realizzato addirittura una doppietta. 

 

 

Da quel giorno diventa sempre più decisivo, sempre più coppe in bacheca, sempre più coppe con la sua firma; infatti diventa uno dei giocatori più decisivi del Real Madrid e uno dei difensori più prolifici di sempre. La conferma? Milano, 28 maggio 2016, Stadio San Siro, chi la sblocca? Sempre lui, sempre il capitano, sempre il numero 4. Alla fine il Real vincerà la coppa ai rigori, e Sergio diventa il primo difensore a segnare in 2 finali di Champions.

 

 

La stessa situazione si verifica pochi mesi dopo a Trodenheim (Norvegia) nella Supercoppa vinta contro il suo Siviglia che, non appena il numero 4 mette piede nel Sánchez Pizjuan, lo bombarda di fischi e parole poco carine nei confronti della madre. 

 

 

Dopo ogni trofeo, poi, da andaluso fiero delle radici, oltre al flamenco sempre in cuffia, la bandiera spagnola e quella andalusa legate in vita, un capote da torero tra le mani e una maglietta per ricordare sempre lui, sempre il povero Antonio Puerta.

Certo, i momenti bui per il nativo di Camas ci sono stati, eccome se ci sono stati. Un esempio? Semifinale di ritorno di Champions 2011/12, Real Madrid-Bayern Monaco, Sergio Ramos sul dischetto e palla che supera di gran lunga la traversa. Riceve insulti, incassa colpi, continui scherzi ma non ci sta, si vuole rifare, e nella semifinale di EURO 2012 con i cugini lusitani, va dal dischetto e “sbeffeggia” portiere, avversari e critici con un panenka (cucchiaio, ndr). 

 

 

Anche nella stagione in corso Sergio non si è fatto mancare le gioie: pareggio al 90′ al Camp Nou nel clásico, gol nella finale del Mondiale per Club, 50º gol in Liga e il goal di Martedì al San Paolo che ha tolto dal fuoco un Real Madrid scosso dalla grande partita partenopea. 

Sergio Ramos, più che un difensore con il vizio del gol, un attaccante con grandi doti difensive.

Chiamatelo pure Sergol Ramos.

 

BOOTS MANIA

 

SR4 è sempre stato un top player della scuderia Nike, dalle Total 90 per poi passare a Tiempo.

A inizio anno, scaduto il contratto con Nike, ha giocato qualche partita con delle adidas X16.1 oscurate, salvo poi ritornare a 'casa' Nike.

Ora veste le Nike Tiempo Radiation Flare Pack.

 

 

 

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